Un quarto della popolazione mondiale non fa abbastanza esercizio fisico!

Un quarto della popolazione mondiale non fa abbastanza esercizio fisico!

 

UN PIANETA abitato da persone sempre più pigre e, per questo, destinate ad ammalarsi con maggior frequenza. Sono, infatti, 1,4 miliardi le persone in tutto il mondo che non fanno abbastanza attività fisica mettendo a rischio la loro salute. Il dato (che si riferisce al 2016) arriva da uno studio condotto dai ricercatori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e pubblicato oggi su The Lancet Global Health journal. Le donne sono meno attive rispetto agli uomini e i paesi più ricchi sono quelli in cui la sedentarietà è maggiore. I dati sui livelli di attività fisica, che risultano invariati rispetto al 2001, destano preoccupazione tra gli esperti del settore perché è ormai noto che l’inattività comporta un maggior rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, demenza e alcuni tumori. Se la tendenza continuerà in questa direzione, l’obiettivo di raggiugere entro il 2025 una riduzione del 10% dell’inattività fisica globale non sarà raggiunto. “A differenza di altri importanti rischi per la salute globale, la sedentarietà non sta diminuendo e oltre un quarto di tutti gli adulti non raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica per una buona salute”, avverte l’autore principale dello studio, Regina Guthold dell’OMS.

• PAESI PIU’ RICCHI, MA PIU’ SEDENTARI 
La ricerca dell’Oms è stata realizzata basandosi sui dati auto-riferiti relativi ai livelli di attività fisica inclusa quella svolta al lavoro, a casa, per spostarsi e durante il tempo libero in adulti dai 18 anni in poi in 168 paesi. Ne è emerso che i livelli di attività fisica insufficiente sono più del doppio nei paesi ad alto reddito rispetto a quelli a basso reddito e sono aumentati del 5% nei paesi più ricchi tra il 2001 e il 2016. Complessivamente il 16% dei paesi a basso reddito ha fatto registrare livelli insufficienti di attività fisica rispetto al 37% di quelli ad alto reddito. I paesi più pigri sono stati il Kuwait (67%), le isole Samoa (53%), l’Arabia Saudita (53%) e l’Iraq (52%), dove più della metà degli adulti non sono risultati sufficientemente attivi. Ma non va molto meglio neppure nei paesi nei quali ci si aspetterebbero risultati diversi: il 40% degli adulti negli Stati Uniti, il 36% nel Regno Unito e il 14% in Cina non si muovono abbastanza. I paesi più attivi, invece, sono stati l’Uganda e il Mozambico che hanno fatto registrare solo il 6% di livelli inadeguati di attività fisica. Nei paesi più ricchi, comunque, la transizione verso occupazioni più sedentarie, attività ricreative e trasporti motorizzati potrebbe spiegare i più alti livelli di inattività mentre in quelli a basso reddito ci si muove di più anche semplicemente per recarsi a lavoro.

• LA SITUAZIONE IN ITALIA 
E per quanto riguarda l’Italia? Il report ci dice che il 41,4% della popolazione adulta italiana non fa abbastanza attività fisica. “Certo non siamo tra i peggiori – commenta Fabio Pigozzi, Rettore e Professore Ordinario di Medicina Interna e specialista in medicina dello sport, Università degli Studi di Roma Foro Italico – ma gli italiani sono ancora poco educati sull’importanza dell’attività fisica. Molto si sta facendo ma è fondamentale cercare di stimolare il movimento in forma organizzata già da bambini a partire dalla scuola dove purtroppo l’educazione fisica non è sempre offerta in modo adeguato”.

• DONNE MENO ATTIVE DEGLI UOMINI 
Anche se la maggior cura che le donne hanno per il proprio aspetto fisico potrebbe far pensare che siano più attive, in realtà la ricerca dell’Oms svela proprio il contrario: in tutti i paesi, infatti, 1 donna su 3 (32%) e 1 uomo su 4 (23%) non fanno abbastanza attività fisica. Come mai queste differenze?  “Affrontare queste disuguaglianze nei livelli di attività fisica tra uomini e donne – ha spiegato la co-autrice dello studio, Fiona Bull dell’OMS – sarà fondamentale per raggiungere gli obiettivi di attività fisica adeguata in tutto il mondo e richiederà interventi per promuovere e migliorare l’accesso delle donne a opportunità che siano sicure, accessibili e culturalmente accettabili”. Concorda anche il professor Pigozzi: “Bisogna tener presente che non tutte le donne, nelle varie aree del mondo e dell’Italia, hanno le stesse possibilità economiche e in molti casi non c’è neppure il tempo per dedicarsi all’attività fisica perché spesso sono occupate tra lavoro, figli e casa”.

• IL ‘TAGLIANDO’ PRIMA DI ISCRIVERSI IN PALESTRA 
Cosa fare allora per incentivare l’attività fisica? “Poiché è inevitabile che nei paesi industrializzati, il movimento legato alle attività professionali e alla cura della casa diminuisca – risponde Pigozzi – è importante ritagliarsi uno spazio da dedicare al movimento ogni giorno. Quindi, ora alla ripresa delle attività lavorative e scolastiche, è bene fare un ‘tagliando’ sottoponendosi ad una visita medica sportiva e se si hanno più di 35 anni anche ad un test sotto sforzo con il cicloergometro. Così poi si può iniziare a svolgere regolarmente attività fisica iscrivendosi in palestra o in un circolo sportivo”.

• QUANTA ATTIVITA’ FISICA FARE OGNI GIORNO
I livelli raccomandati di attività fisica per mantenersi in buona salute sono stati stabiliti dall’Oms e sono davvero alla portata di tutti perché si tratta di fare ogni settimana almeno 150 minuti di intensità moderata o 75 minuti di attività fisica ad alta intensità: “Questo obiettivo – sottolinea il medico dello sport – vale dai 18 ai 65 anni ed è facilmente raggiungibile da tutti perché si tratta di  meno di mezz’ora al giorno, quindi non tantissimo. Attenzione, però, a non concentrare tutto il movimento nel week-end: è fondamentale distribuire il carico di lavoro nel corso della settimana perché solo così avremo degli adattamenti positivi dell’organismo”. Per attività moderata si intende anche semplicemente una camminata a passo veloce percorrendo 6-7 chilometri l’ora.

• I RISCHI DELLA SEDENTARIETA’
Ormai numerose ricerche hanno dimostrato che non svolgere attività fisica in maniera costante ci espone ad un rischio maggiore di ammalarci. “Sappiamo che oggi il 70% dei decessi sono dovuti ad errati stili di vita tra cui rientra la sedentarietà che, infatti, è la quarta causa di mortalità – conclude Pigozzi. Chi non si muove regolarmente corre un rischio maggiore di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, demenza e alcuni tipi di tumori tra cui colon-retto, seno e prostata. Muoversi è fondamentale a qualunque età perché l’attività fisica facilita anche il mantenimento dell’autonomia funzionale che dovremmo conservare fino all’ultimo giorno della nostra vita”.

• IL PIANO DI AZIONE GLOBALE DELL’OMS 
La necessità di adottare politiche internazionali che incentivassero l’attività fisica è al centro del Piano d’azione globale dell’OMS sull’attività fisica (2018-2030) che si chiama proprio
“Più persone attive per un mondo più sano”. Il Piano, lanciato nel giugno 2018, raccomanda una serie di 20 azioni politiche con l’obiettivo di creare società più attive migliorando gli spazi e i luoghi per l’attività fisica e aumentando i programmi e le opportunità per persone di tutte le età e condizioni fisiche per fare più passeggiate, andare in bicicletta, fare sport, attività ricreative, danza e gioco. Insomma, una sorta di road map che indica a tutti i paesi le azioni necessarie per ridurre l’insufficienza di attività fisica negli adulti e negli adolescenti. La pubblicazione di questo studio anticipa la terza riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili e i loro fattori di rischio, tra cui l’inattività fisica, che si terrà il prossimo 27 settembre  a New York.

Fonte : www.repubblica.it